Insieme, a Casa Gialla: Paola Miccoli, insegnante della Scuola in Ospedale
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Nessuno è rimasto indietro e tutti hanno trovato casa: Dott. Arcangelo Prete

Bambini malati di tumore, bisognosi di trattamenti terapeutici, trasfusioni e cure o in attesa di un trapianto: il Coronavirus non ci ha fermato.

Pandemia o no, il Programma di Oncologia, Ematologia e Trapianto pediatrico dell’ U.O. Pediatria-Pession del Policlinico Sant’Orsola, ha sempre garantito le terapie ai suoi pazienti. L’impegno costante di tutti i professionisti impegnati e dei familiari, che hanno capito l’anomalia della situazione e hanno collaborato con noi per il bene dei loro figli, hanno fatto sì che, anche nell’emergenza, i bisogni dei nostri bambini affetti da patologia oncologica e non  abbiano trovato sempre la risposta pronta della sanità.

Per dare la misura dell’impegno a cui tutti ben volentieri si sono sottoposti, basti sapere che tra il 28 febbraio ed il 4 giugno del 2020, il Ministero della Salute e le altre Agenzie Sanitarie impegnate nel settore (Centro Nazionale Trapianti, GITMO, Centro Nazionale Sangue, AIEOP, SIE), hanno emesso ben 33 tra Determine, Dispositivi di sicurezza, norme per il comportamento. Senza contare le 22 Ordinanze Regionali  e della Direzione Generale di questo Policlinico.

Tutto questo ha avuto pesanti ripercussioni sulla “normale” organizzazione dell’attività assistenziale, chiamata ad affrontare una situazione inaspettata più che imprevista. E se tutto è andato bene, dobbiamo ringraziare anche la Dott.ssa Martelli e lo splendido lavoro svolto dallo Staff Infermieristico da lei coordinato.

Ed è così che, grazie al lavoro di tutti, nonostante la paura e la fatica, ‘nessuno è rimasto indietro’ e la quasi totalità dei nostri bambini hanno ricevuto le loro terapie.

Ma tutto questo non sarebbe stato comunque realizzabile e non sarebbe stato comunque sufficiente se non ci fosse stata la possibilità di alloggiare in qualche modo i bambini e le loro famiglie.

Se non ci fosse stata la disponibilità di una casa che facesse da polmone e accogliesse i fuori provincia dei tanti bambini, ben 541, che in questo periodo hanno potuto accedere al Reparto.

Bambini e famiglie che necessitavano di eseguire il tampone naso-faringeo 48 ore prima dell’accesso al Reparto e che in quelle 48 avevano l’obbligo di stare fuori  dall’ospedale.

Bambini e famiglie, bisognosi di assistenza e terapie urgenti, provenienti da Paesi stranieri e che prima di accedere alle cure, dovevano osservare il giusto periodo di quarantena.

Bambini sottoposti a trapianto di cellule staminali e che non possono aspettare che la pandemia finisca, pena il rischio di vita. 

Ma alloggiarli dove?

Mbè, in Casa Ageop.

Nelle, Case Ageop. Si perché ce ne vogliono tante e tanto adeguate per accogliere quelle piccole, o grandi, persone che sono i “nostri” bambini.

Qualcuno, forse, si chiederà: cos’è quella piccola icona all’inizio di questo breve resoconto. E’ l’icona che rappresenta la “Casa Gialla”, l’ultimo, in ordine di tempo, ambizioso e virtuoso progetto che vede Ageop Ricerca impegnata a fare si che nessun COVID-19 o altra calamità metta mai a rischio la possibilità di prenderci cura dei nostri bambini.

La Casa, che ci consentirà di ospitarne sempre di più e nel modo più adeguato alla loro età e ai loro bisogni.

Un progetto che, una volta di più, ci permetterà di dire: “e tutti hanno trovato casa”.

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