24  February
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La mia vita in Oncologia Pediatrica: Jessica Bandini

Sono di Forlì, dove vivo ancora oggi. La mia storia con il reparto di Oncoematologia Pediatrica è iniziata quando avevo 14 anni, ero una ragazzina normale, andavo alle medie.

Una sera facendo la doccia ho sentito una cosa strana. Esami del sangue, controlli e asportazione di un linfonodo… tra Capodanno e il giorno del mio compleanno., il 5 gennaio, è arrivata la diagnosi. I dottori spiegarono a me e ai miei genitori il percorso che avrei dovuto affrontare e gli effetti collaterali che ne sarebbero derivati. Ho inziato quindi le terapie e il pendolarismo tra Forlì e il Reparto di Oncoematologia Pediatrica Seràgnoli di Bologna. È avvenuto tutto in day hospital, non fui ricoverata. In quel periodo ho conosciuto la Dott.ssa Facchini. Allora non potevo sapere l’importanza che avrebbe avuto nella mia  vita.

Ho affrontato questo difficile viaggio accanto ai miei genitori. Nel reparto c’erano molti bambini, pochi adolescenti. Non ho stretto amicizia con nessuno: ero chiusa in me stessa, un po’ spigolosa e legavo di più con gli adulti. Facevo la chemio, stavo per conto mio, leggevo, guardavo la TV. Continuavo a frequentare la scuola. Il giorno dopo la terapia restavo a casa, mentre negli altri giorni indossavo la mia parrucca e tornavo in classe, al mio liceo classico-linguistico. Non avevo intenzione di perdere nemmeno un anno.

Ho fatto un anno di terapia, prima la chemio alla quale è seguita poi la radio, dopodiché ho iniziato il follow-up. Dieci anni di controlli, durante i quali ho terminato gli studi al liceo. Inizialmente volevo fare l’interprete, ma qualcosa in me è scattato all’improvviso. Ho scelto di fare biologia a Bologna. Così sono ripresi i miei viaggi avanti e indietro.

Durante la magistrale ho fatto alcuni esami al Policlinico di Sant’Orsola, dove sono tornata in contatto con la Dott.ssa Facchini, non più come paziente, ma come collega. Così ho ripreso a frequentare il Reparto di Oncoematologia Pediatrica, nello specifico il laboratorio di ricerca e diagnostica, dove ho intrapreso un progetto di dottorato. Ora collaboro con la Dott.ssa Facchini ogni giorno e ne sono felice perché, sin dall’inizio della mia malattia, nonostante la mia reticenza, ho stretto un legame speciale con lei che si è rivelata una persona importantissima nel mio percorso.

Da 4 anni lavoro come contrattista Ageop, mi occupo di citometria. Penso di avere qualcosa da dare in un contesto che ho sentito come una casa, dove, nonostante abbia sofferto molto per la mia malattia, mi trovo bene e mi piace stare. Quando vedo i bambini con i loro genitori in reparto provo molta empatia, rivedo la mia storia, ma con uno sguardo positivo verso il futuro. Entrare in questo reparto e venire a contatto con i bambini e le famiglie non smetterà mai di emozionarmi, ma la sera torno a casa soddisfatta, perché so di essere stata utile.

La Dott.ssa Jessica Bandini conduce il progetto “Valutazione e caratterizzazione del setting immunologico in corso di infezioni da Adenovirus” inserito nell’Accordo Quadro 2019-2023 che Ageop Ricerca ha siglato con l’Azienda Ospedaliero Universitaria e con cui si è impegnata a sostenere 17 progetti di ricerca scientifica condotti all’interno del’Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola.

One comment on “La mia vita in Oncologia Pediatrica: Jessica Bandini”

  1. Marialucia

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