Toys Center e Ageop Ricerca, insieme per raccogliere giochi per i piccoli pazienti oncologici
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Il rocchetto di filo sul fermarocchetto. Il filo del rocchetto sul guidafilo superiore. La leva tendifilo, il morsetto dell’ago. La leva alzapiedino, il piede sul pedale.Il punto dritto inizia a scorrere. Lentamente. Ago e filo non possono cucire le ferite interiori, ma sono in grado di creare trame straordinarie.

Da sabato scorso alcune mamme di Ageop e una paziente si ritrovano negli spazi dell’associazione Cucito Cafè, in via Romagnoli, per frequentare un corso di cucito creativo base. Imbastiscono e confezionano oggetti che altre volontarie venderanno al Punto, la Bottega solidale di Ageop, danzando all’unisono per continuare a sostenere con forza i progetti di assistenza, accoglienza e ricerca scientifica realizzati nella Struttura dipartimentale di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola. Astucci e portaoggetti prendono forma nelle macchine, scampoli colorati si animano, la creatività si attiva e trabocca. C’è chi cerca lo sguardo di Patrizia, l’insegnante del corso, che arriva subito a sistemare uno spillo. <Sento forte il desiderio di restituire quello che ho ricevuto durante l’esperienza della malattia di mio figlio> – spiega una delle mamme. In tutte è forte il desiderio di “fare” qualcosa per i bambini e i ragazzi che oggi affrontano la terribile battaglia del cancro infantile e cucire è un modo per “fare” cose bellissime, che sanno di impegno, senso di responsabilità, fratellanza. <Dobbiamo trovare un logo per i nostri manufatti – continua un’altra mamma. Chi li compra, deve sapere che sta contribuendo a realizzare qualcosa di molto importante>.

Negli oggetti cuciti dalle mamme Ageop si intrecciano vite, e le mani si adoperano perché la vita continui a scorrere.

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